Storia di una capanna di doganieri

Quando mi ero immaginato questo viaggio alla ricerca della scogliera da cui Monet aveva dipinto la capanna dei doganieri, pensavo avrei intervistato vecchi pescatori, consultato vecchie mappe geografiche in polverose biblioteche. Poi arrivo in Normandia e cosa scopro? Che i maledetti francesi hanno pensato bene di mettere una targa ovunque Monet abbia posato le sue terga.

Ah, come a Recanati o Urbino, per Leopardi o Raffaello? 

Esatto!

…..ok, touché. Comunque, la capanna l’hanno ricostruita loro.

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Mistero risolto?

No. Perché il valleuse sovrastato da questa capanna, il valleuse Moitiers, é strettissimo. Non poteva proprio ospitare un sentiero come quello visibile nel quadro con la visione dal basso che ho postato ieri. E allora?

La mia idea è che la capanna di doganieri ritratta da Monet nella serie infinita di quadri, fossero in realtà due, ed entrambe ormai scomparse. Una ad est a dominare il valleuse Petit Ailly e una ad ovest sul valleuse Moitiers. Ha senso, perché questi crepacci erano l’unico punto in chilometri di scogliere a strapiombo, attraverso cui chi avesse voluto portare qualcosa di nascosto nell’entroterra, avrebbe potuto passare.

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Il Valleuse Moitiers

Ecco allora  il perché di una capanna di doganieri sopra a ciascuno dei due valleuses. E Monet evidentemente le ha dipinte entrambe.

Ma a questo punto, quale delle due è stata ritratta nel noto quadro che mi ha portato fin quassú? I francesi han deciso che era quella ad ovest, e l’hanno ricostruita. Io ho concluso che era quella a est, per la forma della scogliera e la vegetazione circostante.

Dunque il mistero é rimasto, e in fondo è piú bello cosí.

2 Risposte a “Storia di una capanna di doganieri”

  1. Bella Lonny!! Ma ti sei portato una macchina fotografica o queste sono le foto dell’S3mini?

  2. lonnieadmin dice:

    S3 mini purtroppo

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