Viaggio in Normandia – da Omaha Beach a Rouen

Fallito il secondo giorno l’appuntamento con le spiagge dello sbarco (troppo lontane per  essere raggiunte in tempo utile), eccoci allora la mattina del terzo giorno in direzione  Colleville sur Mer.

Omaha Beach

cimitero colleville95Il cimitero di Colleville-sur-mar raccoglie le spoglie di 9387 soldati americani morti in Francia durante la seconda guerra mondiale, ed è posto su un prato che si protende subito al di sopra di una della quattro spiagge teatro dello sbarco del 6 giugno 1944. Su questo prato si incrociano file di croci candide di cui è imposibile scorgere la fine. Sotto ad ogni croce  riposa un soldato, e con ogni soldato è sepolta una storia diversa. Credo infatti che pochi luoghi come questo cimitero servano a ricordare come in fondo la Grande Storia, non sia che un incrocio di tante piccole storie individuali.
Sulle croci sono incisi il reparto ed i luoghi di provenienza: Ohio, Indiana, San Francisco, Texas, New York . E poi ci sono queste croci con la scritta “known but to god”. Sconosciuti. Chi erano questi soldati? Chissà da dove venivano, cosa facevano, chi hanno lasciato. Ragazzi ormai più giovani di me, venuti a morire probabilmente proprio su quella spiaggia laggiù.

omaha beach 95Un sentierino nel bosco porta in 10 minuti in riva al mare, e qui l’immagine più bella che conservo è quella di una comitiva di ragazzi che appena toccata la sabbia si sono tolti scarpe e calze, e si sono lanciati verso l’acqua (distante un bel po’ per la bassa marea),  togliendosi via via giacche e maglioni, e proprio in quel momento, sul bagnasciuga semideserto è comparso un cavallo al piccolo trotto . Questa combinazione di pace e spensieratezza in uno dei luoghi simbolo di una della più grandi tragedie dell’umanità, a rappresentare la capacità dell’uomo di risollevarsi e ricominciare ogni volta, è uno dei ricordi più forti che conserverò di questo viaggio.

Una manciata di ore dopo, e avrei provato la stessa sensazione a Rouen.

Sulle strade normanne

Constatato che una strada di campagna della Normandia ha meno curve dell’A4 Milano Venezia, viene da chiedersi come abbiano fatto i francesi a non essersi ancora estinti per noia. Suppongo che il motivo abbia a che fare con il fatto che sì, la velocità delle macchine è la stessa dell’A4, ma la corsia è una sola e non tre, e manca lo spartitraffico. Inoltre, quando sembra ormai di essere entrati in una dimensione mistica in cui sembra che la vita andrà avanti all’infinito così, su un rettilineo circondato di campi, compare all’improvviso un cartello con scritto 70 cerchiato di rosso e subito dopo uno con scritto 50 e infine uno con scritto 30, e all’improvviso si è dentro a un villaggio. Se per caso ti sfugge il primo cartello, sei nei pasticci. Quindi diciamo che motivi per stare concentrati non ne mancano.

A passeggio per Rouen

rouen cattedrale 95Comunque sia, di villaggio in villaggio eccoci a Rouen. Ancora una volta troppo in ritardo per visitare qualcosa. Chiarisco che quando scrivo troppo tardi intendo dopo le 17, non a mezzanotte. Qui nonostante il sole del nord garantisca luce già fino alle 21, tutto chiude alle 17- 17.30 con ultima entrata mezz’ora prima. Bof. Poco male, ne nasce una passeggiata un po’ casuale per le vie della città, alla visita vera e propria penseremo domani.

Il centro di Rouen è stato relativamente risparmiato dai bombardamenti ed ha conservato la sua caratteristica di città medioevale. Le case sono ancora di legno e mattone a crudo, ma ogni tanto la rete di viuzze si apre e ci strova davanti ad alcuni dei più famosi capolavori gotici, dalla cattedrale al palazzo di giustizia.

Ad un certo punto sbuco in un giardino dietro ad un’altra grande chiesa gotica. Qui il 24 maggio 1431 Giovanna d’Arco venne processata e costretta all’abiura. Oggi l’immagine al tramonto è quella di giovani sdraiati sul prato a suonare, leggere, chiacchierare, prendere il sole. Ancora una volta la bella sensazione della gioia di vivere là dove un fatto infausto è accaduto. E qui a Rouen ne sono avvenuti un bel po’. Domani ne sapremo di più.

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